Lettera di Sofia

2019-01-29T19:28:36+00:00 26 Novembre 2018|Judo, News|

Caro judo ti vorrei scrivere una lettera: sei stato il primo sport che ho provato e sin da quando ero piccola mi hai sempre sostenuto anche con i mille lividi che mi posso e  sono fatta, le sgridate, le risate a crepa pelle e la fatica; mi sono sempre sentita del tutto me stessa li dentro: dai ragazzi più grandi a quelli più piccoli di me che per me non sono solo i miei compagni di sport: fratelli/sorelle e il maestro un secondo papà, ma anche coloro che mi danno sempre la carica per andare avanti e mi insegnano il vero spirito del judo: il rispetto è il cuore; questa è una famiglia  e per chi se ne va non viene mai dimenticato come il primo che può essere arrivato da poco.

Forse spesso ho sempre frainteso la paura dell’ avversario più bravo, grande e grosso che mi potesse fare del male, dalla paura di affrontare le gare (pianti e capricci), paura di dimostrarmi una ragazza che se anche è più debole degli altri e fa un po’ la scema (durante la lezione di judo al Mercoledì) ci crede in questo sport, tutto ciò l’ho frainteso con lo sport vero e proprio che in realtà è una disciplina che ti insegna molto più di tutto il resto, che quando sei lì dentro non sei Sofia, sei una judoka capace di fare entrare oltre che me stessa anche gli altri nel mondo e nella dimensione di judo.

Ricordo che quando ero piccola non avevo amici, tutti mi prendevano in giro per come ero e di cosa facevo ma da quando sono entrata in quella polisportiva mi sono aperta molto di più anche con me stessa, avevo tanti amici che se ne sono andati farà cui Sarà, Giulia, Ludovica, Alessandro che non mi dimenticherò mai mai e mai, Ma chi ci crede davvero è colui che non importa se è arrivato prima o dopo, ma per chi c’è sempre stato come tutte le ragazze/i di ora del secondo turno e anche tutti i ragazzi del terzo turno. In questo sport ho capito che arrendersi e cambiare del tutto sport è una debolezza, ma non arrendersi mai anche se hai tantissimi problemi, se gli affronti vinci ma non da una medaglia ma dal cuore.

Mi scuso tutte le volte che disturbo durante alla lezione, ma perché mi sento del tutto me stessa, quando sai che se anche i tuoi compagni ti possono tradire o sottovalutare non devi darci peso perché siamo tutti una famiglia e ciò che succede è unico unico perché ci credi che lo deve essere.